
Il progetto Monte di Luce presenta un campionario completo delle possibilità tecnologiche della stampa offset, coniugando la produzione di stampa di alta qualità con la formazione pratica. Si tratta di un progetto congiunto dello Studio di Grafica e Comunicazione Visiva dell'università UMPRUM a Praga, della cartiera italiana Cartiere del Garda, di Europapier e della tipografia Helbich. Il risultato è una pubblicazione che illustra chiaramente i principali parametri tecnologici della stampa offset e, al contempo, offre spunti per lavorare con diverse tipologie di carta.
L'obiettivo principale del progetto è creare una guida didattica, funzionale e visivamente accattivante, pensata per studenti, grafici alle prime armi, professionisti del DTP e chiunque sia coinvolto nella preparazione di materiali stampati. Il campionario funge da manuale pratico che aiuta a preparare correttamente i dati di stampa, evidenzia gli errori più comuni in fase di prestampa e mostra le possibili soluzioni. Nel contempo, presenta una selezione di carte Garda e il loro utilizzo in combinazione con diverse tecnologie di stampa.
La pubblicazione è disponibile in tre lingue – ceco, inglese e italiano – e si rivolge non solo al pubblico ceco, ma anche a quello straniero. Grazie alla combinazione di contenuti professionali, stampa di alta qualità e un design grafico accurato, questo progetto si rivela uno strumento didattico e professionale utile e capace di contribuire a migliorare la qualità della preparazione e dell'utilizzo dei materiali stampati.
16 importanti parametri tecnologici della stampa offset
L’offset convenzionale è sufficiente per riprodurre la maggior parte degli stampati. Alcuni libri illustrati, monografie d’arte e certe riviste utilizzano la stampa UV, il cui vantaggio è una resa dei colori più satura. Ciò è dovuto al fatto che gli inchiostri vengono essiccati mediante raggi UV e non per assorbimento e ossidazione come nella stampa convenzionale. Uno svantaggio è che la superficie stampata, soprattutto sulle carte non patinate, appare decisamente più lucida rispetto a quella non stampata.
La stampa di scale di colore e di grigio mostra come si comportano i singoli valori tonali su una determinata carta. Aiuta a capire dove le sfumature più delicate si confondono e come gestirle già nella preparazione dei file.
L’offset trasforma i toni in punti di retino. La lineatura (lpi) e il tipo di retino – a modulazione di ampiezza o di frequenza – influiscono sulla nitidezza dei dettagli, sulla fluidità delle sfumature e sulla resa dell’immagine su carta patinata e non patinata.
Un’immagine che funziona bene in piccolo può sgranarsi in grande formato, e viceversa. Il campionario mostra come la risoluzione delle immagini e il retino influenzino sia l’impressione d’insieme sia la leggibilità dei dettagli più minuti.
In macchina gli inchiostri non sono mai perfettamente a registro. Una corretta impostazione di sovrastampa, risparmi e abbondanze evita spazi bianchi tra le campiture e bordi colorati indesiderati.
Il solo nero (K) appare spento sulle grandi superfici. Il nero ricco combina il K con altri colori di quadricromia per un risultato più profondo e saturo, ma occorre controllare la copertura totale d’inchiostro.
Linee troppo sottili possono interrompersi o sparire del tutto in stampa, soprattutto se composte da più colori o in negativo su un fondo scuro. Il campionario mostra gli spessori minimi sicuri.
Il testo di piccolo corpo – soprattutto con tratti sottili, in negativo o composto da più colori – perde rapidamente leggibilità. Il campionario mostra quanto piccolo può essere il testo per essere stampato in modo affidabile su una determinata carta.
I colori spot vengono miscelati in anticipo e stampati con un inchiostro a sé. I colori metallizzati contengono pigmenti metallici che conferiscono allo stampato una brillantezza irraggiungibile con la quadricromia; i colori fluorescenti sono più intensi e aggiungono un accento deciso. L’effetto finale dipende dalla superficie della carta e sullo schermo non si può riprodurre fedelmente, per questo è utile vederli stampati.
Una fotografia in bianco e nero si può stampare con un solo colore, ma la bicromia, la tricromia o la combinazione di nero e grigi speciali offrono una gamma tonale più ampia e ombre più profonde.
Agli estremi della scala tonale le differenze tra le sfumature si perdono: le luci svaniscono nella carta e le ombre si impastano. Il campionario mostra dove si trovano questi limiti per ciascuna carta.
La stessa fotografia può apparire molto diversa su carte diverse e con diverse tecnologie di stampa. Il campionario confronta come cambiano saturazione, contrasto e resa cromatica.
Le grandi campiture di toni chiari sono impegnative in offset: piccole variazioni nella densità dell’inchiostro e il retino stesso sono ben visibili. Può aiutare un colore speciale o una correzione dei valori tonali.
Durante la stampa i punti di retino si allargano e l’immagine si scurisce. La crescita del punto è più marcata sulle carte non patinate e va considerata già nella preparazione dei file.
Il profilo ICC descrive come si comportano i colori su una determinata carta e macchina da stampa. Un profilo scelto correttamente per carta patinata o non patinata garantisce un risultato conforme alle aspettative.
Il moiré è un motivo indesiderato che nasce dalla sovrapposizione di retini ad angoli non adatti o dalla stampa di soggetti con una struttura regolare, come i tessuti. Si può evitare scegliendo con cura gli angoli del retino o usando un retino stocastico.
L’offset convenzionale è sufficiente per riprodurre la maggior parte degli stampati. Alcuni libri illustrati, monografie d’arte e certe riviste utilizzano la stampa UV, il cui vantaggio è una resa dei colori più satura. Ciò è dovuto al fatto che gli inchiostri vengono essiccati mediante raggi UV e non per assorbimento e ossidazione come nella stampa convenzionale. Uno svantaggio è che la superficie stampata, soprattutto sulle carte non patinate, appare decisamente più lucida rispetto a quella non stampata.
La stampa di scale di colore e di grigio mostra come si comportano i singoli valori tonali su una determinata carta. Aiuta a capire dove le sfumature più delicate si confondono e come gestirle già nella preparazione dei file.
L’offset trasforma i toni in punti di retino. La lineatura (lpi) e il tipo di retino – a modulazione di ampiezza o di frequenza – influiscono sulla nitidezza dei dettagli, sulla fluidità delle sfumature e sulla resa dell’immagine su carta patinata e non patinata.
Un’immagine che funziona bene in piccolo può sgranarsi in grande formato, e viceversa. Il campionario mostra come la risoluzione delle immagini e il retino influenzino sia l’impressione d’insieme sia la leggibilità dei dettagli più minuti.
In macchina gli inchiostri non sono mai perfettamente a registro. Una corretta impostazione di sovrastampa, risparmi e abbondanze evita spazi bianchi tra le campiture e bordi colorati indesiderati.
Il solo nero (K) appare spento sulle grandi superfici. Il nero ricco combina il K con altri colori di quadricromia per un risultato più profondo e saturo, ma occorre controllare la copertura totale d’inchiostro.
Linee troppo sottili possono interrompersi o sparire del tutto in stampa, soprattutto se composte da più colori o in negativo su un fondo scuro. Il campionario mostra gli spessori minimi sicuri.
Il testo di piccolo corpo – soprattutto con tratti sottili, in negativo o composto da più colori – perde rapidamente leggibilità. Il campionario mostra quanto piccolo può essere il testo per essere stampato in modo affidabile su una determinata carta.
I colori spot vengono miscelati in anticipo e stampati con un inchiostro a sé. I colori metallizzati contengono pigmenti metallici che conferiscono allo stampato una brillantezza irraggiungibile con la quadricromia; i colori fluorescenti sono più intensi e aggiungono un accento deciso. L’effetto finale dipende dalla superficie della carta e sullo schermo non si può riprodurre fedelmente, per questo è utile vederli stampati.
Una fotografia in bianco e nero si può stampare con un solo colore, ma la bicromia, la tricromia o la combinazione di nero e grigi speciali offrono una gamma tonale più ampia e ombre più profonde.
Agli estremi della scala tonale le differenze tra le sfumature si perdono: le luci svaniscono nella carta e le ombre si impastano. Il campionario mostra dove si trovano questi limiti per ciascuna carta.
La stessa fotografia può apparire molto diversa su carte diverse e con diverse tecnologie di stampa. Il campionario confronta come cambiano saturazione, contrasto e resa cromatica.
Le grandi campiture di toni chiari sono impegnative in offset: piccole variazioni nella densità dell’inchiostro e il retino stesso sono ben visibili. Può aiutare un colore speciale o una correzione dei valori tonali.
Durante la stampa i punti di retino si allargano e l’immagine si scurisce. La crescita del punto è più marcata sulle carte non patinate e va considerata già nella preparazione dei file.
Il profilo ICC descrive come si comportano i colori su una determinata carta e macchina da stampa. Un profilo scelto correttamente per carta patinata o non patinata garantisce un risultato conforme alle aspettative.
Il moiré è un motivo indesiderato che nasce dalla sovrapposizione di retini ad angoli non adatti o dalla stampa di soggetti con una struttura regolare, come i tessuti. Si può evitare scegliendo con cura gli angoli del retino o usando un retino stocastico.